Le Vite Degli Altri
•Maggio 25, 2008 • Lascia un CommentoS-punti di Vista
•Maggio 10, 2008 • Lascia un CommentoMo’ m’Arriposo – Cappello a Cilindro Piove. Era un po’ che l’aspettavo. Anzi, non aspettavo altro. Odio l’ingresso della stagione estiva, quando il caldo inizia a sbadigliare e la gente, puntualmente, corre sulle spiagge per mostrare il lavoro di un intero anno di attenta palestra. Se ci penso, non riesco a togliermi quel supplemento di ipocrisia che stona la mia sensibilità; quello che d’estate, anche tra i più “capaci”, non riesce mai a mancare. Tutti belli, lì, a guardarsi il fisico, a s-passarsi l’olio ovunque e a dar vita a costumi e costumanze sempre meno appetibili. Tutti depilati, con tatuaggi pagati una fortuna per la gloria di poterli smascherare e mettere in competizione con quelli di chissà chi altro. Non parliamo, poi, del mondo al femminile. La mia ex ha iniziato a non mangiare più un anno fa. A rassodare scarpe e cosce sempre nuove. Ed è assurdo il gusto che ci provano a mostrare quei costumi sempre più invisibili, quei centimetri di stoffa che già un decennio fa difficilmente riuscivi a percepire, visibilmente, da dove sbucavano fuori. Che, dico, anche a volerlo, non ci provi più nemmeno il gusto, a immaginarle senza. E’ giusto, però. Anche loro devono fare la loro parte. Devono necessariamente passare l’intera giornata sotto al sole, sdraiate come a imitare una qualche specie di geco di cui sconosco il nome scientifico. Schiacciate dal sole, in posa, immobili, intente a fermare il tempo e gli occhi di tutti gli uomini che strapassano la loro mangnificenza. E poi, come fosse per incanto, si stupiscono e si lamentano perché il medico gli diagnostica un’ustione di quinto grado. Non c’è un gran che da essere contenti. Adesso, sebbene io apprezzi le “vacanze”, i gelati e le serate sufficientemente allegre, preferirei comunque un buon libro e una tazza di cioccolata calda accanto ad un camino sempre acceso. Eh, si. E’ triste, disinteressante, deprimente, scoraggiante, sconcertante, la mia vita. E’ una noia mortale. Generare sogni e tentare di regalarli. Spiare le stelle e partorire quel sano romanticismo, quella teatralità infinita che collasserebbe chiunque nel raggio di chilometri e chilometri. Un estenuante corsa alla più alta forma di annientamento, la definirei. E così, mentre voi tutti correte contro il tempo per la fatidica prova costume, io pungo la mia cintura e allargo un po’. Quest’estate, come quasi tutte le estati della mia vita, mi godo la mia immeritata tranquillità.
Come una sentenza storta..
•Febbraio 20, 2008 • Lascia un CommentoLibertà Satellite
•Febbraio 4, 2008 • Lascia un CommentoF-Stop Blues – Jack Johnson
Siedo, rifletto. Quante combinazioni di parole potrebbero risolvermi e tacere. Quante possibilità. Vorrei poter iniziare con la frase giusta, con le parole adatte ad evidenziare i cromatismi di quella massima logicità che mi gira in testa.. un po’ come sarebbe cantare il tuo nome e gridare il mio odio, ma non è così che funziona (scriverei più di quanto le mie dita vorrebbero fare). Funziona che, in questi momenti, si rimane in silenzio. Ci si siede.. e ci si fuma l’anima. E in quel gesto, ipocrita tanto da ucciderti, ci trovi la vita. Vivi proprio perché muori, e muori perché stai vivendo..Anche libero va bene..
•Dicembre 2, 2007 • Lascia un Commento
Nutshell – Alice in Chains
[L'amore non esiste per renderci felici; Io credo che esista per dimostrare quanto sia forte la nostra capacità di sopportazione!" (H. Hesse)]
Ad essere sincero, pensare, è l’unica cosa che so fare meglio. Non fa bene pensare troppo, però, dicono. Ci s’impazzisce, alla fine. Ci si empie di cose futili, di genetliaci andati a male. Ci si inventa una vita e si finisce col sbagliare sempre l’altra. Si sbagliano i profumi, i colori. Si sbagliano le parole, si complicano le situazioni. E si finisce sempre col vomitare parole che non hanno senso, a pensare che il foglio giusto per i nostri pensieri sia la vita di qualcun altro. Il riflesso di noi stessi, per gli psichiatri. Aldo Carotenuto non mene voglia male ma, io, questa cosa, mica l’ho mai capita. E vorrei sederlo qui, avanti a me, e chiedergli cosa c’è, allora, che non va, che non sta funzionando. Uno vive la vita, è questo che deve fare. Ma poi si blocca, perché si blocca sempre. Ci si blocca e, anche a volerlo, non ci si muove più. E mi piacerebbe capirlo. Vorrei capire se esiste una spiegazione all’assenza stessa della logica. Se c’è una frase magica, se esiste una cura medica e se funziona come con chi vuol smettere di fumare. O forse è tutto davanti ai miei occhi, forse ho già le risposte che mi servono. Forse dovrei smettere di stare seduto davanti ad uno schermo a scrivere su un foglio di carta in-esistente. Forse dovrei spegnerla, questa sigaretta, e anche lo stereo. Forse è che io sono quello che voglio essere, e il male che sento è tutto un giro di parole che arrivano sempre lì, dove arrivano tutte, alla fine.
I Want To Be Ready
•Novembre 26, 2007 • Lascia un CommentoAlice In Chains – Nutshell
[Basta chiuder gli occhi per chissà dove andare..]
Le sue parole, tragiche, suonate come avrebbe a fare un musicista nel concerto della sua vita. Oltre, il silenzio.. nei continui rami della composizione del suo corpo, che è un silenzio diverso dalle onde, quando il sole non c’è. Come quando fuori piove, e tu resti lì, dietro la finestra, a spiare le gocce d’acqua che schiantano il terreno e ad ammirare quella mescolanza perfetta, quel quadro muto e finito, che c’è da star male. E parli di amori rotondi, di tempi interminabili. Di sempre e di mai. Sempre. Mai. Che se avessi a fare un puzzle, non saprei da che parte iniziare, tanto è il disordine. Tanti sono i castelli che, per aria, stanno crollando.. l’uno dopo l’altro, tutti. Sono parole, dici, solo una conseguenza congenita del mio strano modo di vedere incrociarci, la notte. Quando tutto è bianco, e siamo noi a colorare, a scegliere i cromatismi, le sfumature. Quando tentiamo inutilmente di difenderci, di fermare quella catena interminabile di desideri rotti, di ricordi impolverati. Quando c’interroghiamo sulle promesse mantenute male. Quando scappiamo.. e non vorremmo mai farlo insieme.It’s Five o’Clock, Somewhere..
•Novembre 24, 2007 • Lascia un CommentoMisantropia
•Novembre 23, 2007 • Lascia un CommentoLo show – Vasco Rossi
E’ strano quando, mentre ascolti una canzone, realizzi e costruisci dentro di te una struttura uguale alle sue parole. E questo mi accadeva proprio ieri, mentre tornavo dalla mia solita passeggiata, quando tutto è notte e a farti compagnia sono solo gli alberi ai bordi della strada e la musica dentro ad un’autoradio. E allora pensavo proprio alla logicità, quella di cui parla Vasco Rossi, quella insana coscienza di voler fare male ai sentimenti di qualcuno, quel qualcuno che ti è mancato, che ti ha tradito nel momento del bisogno. Ed è strano, perché poi questa cosa l’ho incontrata anche di notte, l’ho incontrata in un sogno. Era seduta e allungava le braccia come a stirarsi, mentre a me bruciava lo stomaco e riuscivo malamente a respirare. E allora mi risuonavano quelle parole.. “Quando quel suono diventerà blu, sarà l’inizio..”.
E puoi starci giornate intere a pensarci, a queste cose. Non ti salvi mai.
Ti senti come se qualcuno ti avesse disturbato da quell’equilibrio che avevi creato dentro di te, quella pace che pensavi di non poter perdere mai, e vorresti prendertela con tutti, faresti qualsiasi cosa per buttarla fuori, come fosse la follia di qualcun altro, direbbe Baricco, e quell’altro sei tu..

