Come una sentenza storta..

 
Be good or be gone – Fionn Regan
 
Non ho più notizie di te.
E non so se era abitudine, consuetudine. Se era dirsi le cose, stare bene.
So che.. era come fosse stato per sempre.
 
Secondo me sono gli oggetti che complicano le cose.
Come un rumore che, nel silenzio teatrale della vita, disturba l’equilibrio, quell’innegabile perdita che l’uomo deve accettare e incorporare in se stesso come verità plausibile, come errore marginale, da adattare alle immagini di quel fantastico caleidoscopio che sono tutti quegli attimi della sua quotidianità. Che si sappia come distrofia, come piccolo scompenso nell’ordinata sequenza di forme che troncano il fiato, che svegliano la notte e che dis-integrano l’etica e la ragione della magnificenza di una musica scappata fuori dal suo carillon.
Non è poesia, la follia di un uomo. Non è matematica. Non è geometria. Non è genio.
E’ follia, pura e semplice progressione di punti che disegnano l’inganno, che progettano il futuro secondo comode verità. A volte coincidente a quella di chissà chi altro..
 
 

~ di Stefano su Febbraio 20, 2008.

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